
In coda ad una riunione di lavoro, ho partecipato ad una cena che si è svolta in una bellissima cantina della zona. Si tratta di un'antica azienda vinicola; La Stoppa. I suoi vigneti si arrampicano sui declivi della val Trebbiola, non lontano dal fiume Trebbia, a pochi chilometri da Piacenza. Questa location può essere prenotata per cene con almeno venti commensali. Il luogo e la vista sui vigneti è veramente incantevole e restituisce intatto il fascino delle tradizioni.In un salone, ricavato dai portici sono stati preparati dei bei tavoli quadrati che accoglevano 10 persone ogniuno, l'ambiente era caldo ed accogliente e nell'aria si avvertiva il profumo del mosto.
Il menù era stato pensato per dare modo ai nostri agenti (tutti uomini e provenienti da molte regioni italiane) di assaporare i piatti più conosciuti in zona.
Gli aperitivi, accompagnati da salame nostrano e formaggio grana, hanno aperto la serata.
A seguire il menù sottostante, che rispecchia a pieno la tradizione, e che vi riporta dritto dritto al post precedente.
Nel descrivere questa cena colgo l'occasione per inserire anche la ricetta degli anolini, che qui vedete, ma che in questo caso non ho preparato con le mie manine. Sono stretti cugini del tortellino, ma come ben sappiamo le ricette cambiano al solo passare da un paese all'altro o da una città all'altra.
L'anolino è il classico piatto piacentino di Natale e dei giorni di festa e si serve con ottimo brodo "in terza" come da post precedente.

per la pasta:
- farina 400 g
- uova 2
- acqua q. b.
per il ripieno:
- carne di manzo 250 g
- aglio 2 spicchi
- burro 50 g
- pane grattugiato 150 g
- formaggio grana grattugiato 300 g
- uova 2 intere
- sale
- carote
- sedano
- cipolla
- pepe
- odore di noce moscata
- mezzo bicchiere di vino rosso
- brodo
A questo punto si trita lo stracotto con l’uso di una mezzaluna; con il sugo che rimane nel tegame si scotta il pane grattugiato, dopodichè vi si mescola insieme lo stracotto tritato fine, grana grattugiato, uova, noce moscata gratuggiata, fino ad ottenere un impasto omogeneo.
A questo punto si può preparare, con la farina e le uova, la pasta che dovrà essere tirata in strisce di sfoglia sottile; nel frattempo avremo preparato il ripieno che andrà a collocarsi al centro della sfoglia, in tante palline distanti fra loro 5/6 cm; si ripiega la pasta andando a coprire il ripieno e si tagliano, con un apposito tagliapasta dentellato e dal diametro di 3 cm, ad uno ad uno, gli anolini.
Avranno la forma di una piccola mezzaluna e si cuociono nel tradizionale brodo, serviti ben cosparsi di formaggio grana grattugiato.
Una variante prevede gli anolini asciutti; dopo averli scolati dal brodo, si condiscono con burro fuso e grana; oppure pasticciati, vale a dire conditi con un intingolo fatto con burro e regaglie di pollo o funghi e salsa di pomodoro.
13 commenti:
Certo che ti stai preparando proprio bene all'inverno; penso che copierò molte delle tue ricette.
MMMMM insana passione la nostra...
ma così genuina la tua!!!
ragazzi che ricette!
Complimenti e SLURP!
Ciao Maria Giovanna, qui comincia a rinfrescare anche se permane il bel tempo...ma io mi porto avanti accumulando non poche calorie con questi piatti stra-calorici.
Ciao Cuochetta, benvenuta da queste parti!!
Ho dato un occhiata al tuo foodblog e mi sembra davvero carino. Approfondirò!
Ricambio linkando il tuo indirizzo tra i miei preferiti. A presto
Glò
Ma è troppo bella la prima foto... bellissimo posto.
Ciao.
Gli anolini mmhhh, come li fà la mia mamma, con lo stracotto.
Con il brodo buono, un piatto di anolini li mangerei volentiere.
Ciao Mara
Che Invidia! sia per il posto ma sopratutto per la cena.
complimentisssimi!
a presto
grazie per il link!
e sempre buon appettito!
Ciao Orchidea,la foto che ho pubblicato fa parte del sito della Stoppa.Purtroppo siamo arrivati sul posto che era già buio.
Ciao Mara, tieniti stretta la mamma, i suoi anolini in brodo saranno sempre i migliori.
Ciao Sergiott, tu che sei pratico di queste parti, a quando una gita in loco?
Ciao Cuochetta, figurati è un piacere, a presto.
Glò
ciao glo', i cappelletti, come li chiamano dalle parti dei miei nonni, fanno vacillare ancora oggi le mie convinzioni vegetariane, ma solo quelli "asiutti"! saluti golosi cat
Ciao Cat, io non amo molto la carne, ma alla pasta ripiena non sò dire di no.Di dove sono i tuoi nonni?
E la versione caorsana con la salsiccia cruda insieme a pane e formaggio ? Io ci giro alla larga...
A casa mia invece si usa fare lo stracotto con 500gr di manzo, 250 gr di lonza di maiale e un pezzetto di salsiccia.
Ciao Rosi
Ciao Rosi, sono a conoscenza della versione con salsiccia (è di Caorso?), ma preferisco quella con lo stracotto.
Per gli ingredienti, nella stessa provincia ci sono infinite varianti.Io ho riportato quella di casa mia che poi è documentata anche nel libro dell'Artocchini.
Glò
Sono d'accordo con te, ogni casa ha la "sua" ricetta della tradizione,noi possiamo solo dire come è la nostra .
Un'altra versione che mi piace poco è quella solo col formaggio ....preferisco le passatelle .
Ciao Rosi
( bel blog, brava )
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