venerdì, ottobre 13

Passatelle di casa mia


Oppure passatelli! Semplice minestra che, servita con ottimo brodo "in terza" fà resuscitare i morti. Nella maggior parte delle famiglie piacentine, nelle feste comandate, erano d'obbligo gli anolini; speciali agnolotti, cotti nel suddetto brodo, con ripieno di stracotto, formaggio e uova. Il brodo avanzato serviva per le passatelle.


Mia mamma le preparava spesso per il pranzo della domenica che era rigorosamente allestito con: passatelle, bollito misto con salsa verde o di peperoni sott'aceto, crostata con marmellata brusca di prugne o ciambella.
Quando metto in tavola questa minestra, riscopro i profumi di quelle domeniche.




Il brodo "in terza" è preparato con gallina, pernice di manzo, osso buco di vitello o costina di maiale, più ovviamente gli odori del caso.
Una volta preparato il brodo, deve essere filtrato e lasciato raffreddare in modo che il grasso solidifichi in superfice e si possa quindi togliere.

passatelle per 4 persone

  • una scodella di grana grattugiato
  • un pugnetto di pane grattugiato
  • uova intere 2
  • poco sale
  • noce moscata una grattatina
Mettete in una ciotola tutti gli ingredienti, mescolateli tra loro in modo da ottenere una farcia abbastanza soda. Mettete a bollire il brodo, circa tre mestoli per persona, regolate di sale e, aiutandovi con uno schiacciapatate a fori grandi, spremete il composto nel brodo mentre bolle. Ne usciranno dei "bigoli" che, a contatto con il liquido bollente, si solidificheranno. Lasciate sobbollire 2 minuti e servitele in tavola. L'ideale sarebbe presentarle in una bella zuppiera con coperchio che le mantenga calde.

Con lo stesso composto si può farcire anche la gallina che servirà per il brodo.

10 commenti:

graziella ha detto...

Anche nei miei ricordi il pranzo della domenica è qualcosa di particolare!

Anonimo ha detto...

........e credo che lo sia un pò per tutti. Sai che ho sempre voglia di farli ma non riesco mai ad organizzarmi? Giuro che mi impegnerò, devono essere buonissimi, e poi il brodo è un altro piatto che piaceva alla mia nonna e che piace anche a me.

nanna ha detto...

il mio ragazzo, ferrarese, va matto per le passatelle! però io non riesco a trovare uno schiacciapatate a fori grandi, quindi continuiamo a scroccare quelle che fa sua madre :-D

Gloricetta ha detto...

Ciao Graziella, quando ero piccola lo trovavo davvero orribile questo perpetuarsi di piatti sempre uguali.

Ciao Maria Giovanna, la cosa più lunga è senz'altro la preparazione del brodo, ma le passatelle sono di rapida preparazione.

Ciao Nanna, benvenuta su questo blog, è vero non si trovano tanto facilmente, ma sò per certo che esiste un attrezzo proprio per ricavare le passatelle. Una sorta di disco forato con due manici. La passatelle della sua mamma, sappi che saranno sempre più buone delle tue.

nanna ha detto...

grazie, leggo sempre volentieri le tue ricette! so che quelle della mamma saranno sempre piu' buone, ma devo dire che lui fa sempre molto onore alla mia tavola :)))

Anonimo ha detto...

Mmmhhh, i passatelli con il brodo buono,mia madre lo fa con il cappone, che meraviglia,il lesso con le salsine poi sono un'accopiata vincente. Anche per me questi deliziosi piatti mi ricordano l'infanzia. Ciao Mara

Gloricetta ha detto...

Ciao Nanna, brava, prendilo per la gola!!!

Ciao Mara, è vero,un cappone nostrano è quanto di meglio per un buon brodo. Io non amo molto la carne, e ho proprio bisogno delle salse o di una bella mostarda di frutta.

Glò

cannella ha detto...

Non è un luogo comune, questo è davvero un brodo che fa resuscitare i morti.Chi se lo ricorda iù il sapore di una gallina da brodo davvero padovana...Glò, tu mi vuoi morta.EVVIVA LA TRADIZIONE!!!

Gloricetta ha detto...

Ciao Canny, beh un bel pollo ruspante, per quando il clima si fà fresco, te lo possiamo sempre spedire con DHL...magari in una bella busta con gli odori per il brodo. Glò

Saffron ha detto...

Ciao,
le passatelle me le preparava la nonna quando passavo delle settimane da lei in inverno! Da quando non c'è più non ho avuto più il piacere. Grazie per la ricetta, continuerò la tradizione.