domenica, aprile 23

Dall'uovo alla torta... il passo è breve


Dovrò per forza fare qualche cosa di tutto questo cioccolato. Pasqua è passata, ma l'extra fondente dell'uovo gigante è lì, in bella mostra sulla mia dispensa. Attraverso i food bloggers stò raccogliendo idee per utilizzarlo al meglio.
In genere tutte le torte lievitate non sono certo le mie produzioni migliori (forno con termostato rotto, scarsa pazienza nel montare gli impasti ecc...), ma oggi mi cimento in questa torta al cioccolato.

  • cioccolato fondente 180 g
  • burro 90 g
  • uova 6
  • zucchero semolato 135 g
  • farina 00 40 g
  • lievito per dolci in polvere 1 cucchiaio
  • sale un pizzico


Spezzettate il cioccolato e tritatelo grossolanamente con un grosso coltello: in questo modo il cioccolato si scioglierà molto rapidamente e non rischierà di bruciare. Mettete il burro con il cioccolato in un pentolino a fondo spesso. Scaldate il tutto a bagnomaria e mescolate fino ad ottenere una crema omogenea.
Separate i tuorli dagli albumi e mettete questi in un contenitore a bordi alti con un pizzico di sale
Mettete i tuorli in un contenitore piuttosto grande e unitevi lo zucchero. Mescolate con una frusta fino ad ottenere un impasto spumoso di colore chiaro.
Montate gli albumi a neve ben ferma con una frusta elettrica. Versate il miscuglio di tuorli e zucchero sugli albumi e mescolate delicatamente con un cucchiaio: dovete sollevare il composto con il cucchiaio dal basso verso l’alto, per non smontare gli albumi.
Unite nello stesso modo il cioccolato fuso e, quando questo è stato ben incorporato, la farina mescolata con il lievito. L’impasto finale deve essere omogeneo. Imburrate e infarinate stampo apribile di 24 cm di diametro, versate la pastella nello stampo e cuocete nel forno già caldo a 160° per 30 minuti circa. Infilate un stecco al centro del dolce: deve uscire al massimo leggermente umido, ma senza tracce di pastella. Togliete il dolce dal forno e lasciatelo raffreddare. Spolverate la torta con zucchero al velo e gnam.
Il risultato non mi soddisfa del tutto (non si è alzata un gran chè), ma la torta è molto buona anche merito del cioccolato che direi eccellente.

giovedì, aprile 20

Ma che polpettone!

Si potrebbe dire di molte cose...di un film, di un'opera teatrale, di un libro, di un discorso politico ecc... Altra cosa invece (e direi che in questo caso non si veste del significato negativo ) è parlare di una bel polpettone sugoso.

A chi non ama molto la carne come succede alla sottoscritta, solitamente trova abbastanza invitante il polpettone. Se poi ad accompagnarlo, c'è anche un bel sughetto di pomodorini pizzuttelli è una vera delizia.
E' un piatto che non faccio spesso, forse perchè mi dà l'idea di una preparazione troppo alla buona, ma per chi ha bimbi è un modo più colorato per propinare la carne.
Io che bambina non sono più, mi sono comunque servita con una generosa porzione con annessi asparagi al burro e grana.

  • carne macinata di manzo 700/800 g
  • grana grattugiato 100 g
  • farina 1 cucchiaio
  • uova 3 intere
  • sale
  • noce moscata
  • abbondante maggiorana
  • olio evo
  • salvia e rosmarino qualche rametto
  • pomodorini pizzuttelli 10/12
In una ciotola metto la carne, il grana, la farina, le uova, il sale, la maggiorana e la noce moscata (in Emila la noce moscata la mettono dappertutto). Impasto prima con il cucchiaio e poi con le mani.
Compatto il tutto, dando all'impasto la forma tipica cilindrica. Preparo,
ungendolo con olio, un foglio di carta da forno che lo possa contenere. Appoggio il polpettone sulla carta, lo avvolgo e ne lego le estremita (come se fosse una grande caramella) con spago da cucina.
In una teglia da forno metto un altro pò di olio, il rosmarino e la salvia.
Vi adagio il polpettone che finisce direttamente in forno a 180°. Lascio rosolare bene su tutti i lati, e quando la cottura lo ha reso solido, tolgo la carta da forno e lascio che colorisca. Dopo circa 45 minuti, aggiungo i pomodorini tagliati in quarti, li salo e metto un pizzico di maggiorana e, se piace, anche un pò di peperoncino.
A fine cottura, dopo altri 30 minuti circa, passo al setaccio i pomodorini, e servo le fette di polpettone ben caldo irrorandole con questo sughetto.



martedì, aprile 18

Pasta frolla della "Rosetta"


Questa è, senza peccare d'immodestia, la migliore pasta frolla che io abbia mai mangiato. La ricetta fa parte del mio ricettario da almeno 20 anni e non la modificherei per niente al mondo. La ricetta mi è stata passata dalla "Rosetta" che è ormai un' anziana signora che, oltre a memorabili torte e crostate, preparava la pasta ripiena della nostra tradizione in modo sublime. Bè... certo non è una ricetta di quelle che fanno gridare alla novità culinaria e credo di non aggiungere niente di nuovo al panorama gastronomico di tutte le paste frolle del mondo, ma... provatela alla prima crostata.

  • zucchero 200 g
  • tuorli 4
  • burro 250 g
  • farina 500 g
  • lievito in polvere 1/2 bustina
  • scorza di limone grattugiata
  • un pizzico di sale
Lasciate ammorbidire il burro (io utilizzo il microonde a bassa potenza), mettete i tuorli con lo zucchero in una ciotola e iniziate a mescolare.
Unitevi la farina, il lievito, il sale e la scorza di limone grattuggiata. Da ultimo unite al composto il burro. Lavorate con le mani rapidamente e formate una palla che avvolgerete nella pellicola. Lasciate riposare una mezz'ora in frigor (un pasticcere mi ha detto che può rimanere in frigor anche qualche giorno).
Ora la pasta frolla è pronta e potete preparare crostate, biscotti (di quelli belli, fatti con i taglia pasta di vari formati) ecc... Per la crostata che ho fotografato, ho utilizzato una marmellatina veramente ottima di pesche di Romagna.

E anche se non è proprio nella tradizione, ha sostituito degnamente la Colomba Pasquale, che in casa nostra non gode di grandi estimatori.

Da provare senza indugi anche per i biscotti. Io a Natale ne preparo quantità industriali da regalare in scatole carine e puntualmente le scatole ritornano
vuote ... con la preghiera di riempirle nuovamente.

venerdì, aprile 14

Buona Pasqua

Questo gigantesco uovo di Pasqua accompagna i miei auguri e, considerata la tenera età di Lorenzino, non credo che possa disfarsene da solo. E' quindi strà urgente qualche idea culinaria.

Anche se non è ancora Pasqua, l'uovo è stato rotto (... la curiosità) ed il cioccolato si è presentato bello spesso e di ottima qualità. Buona Pasqua, in special modo a tutti i golosi di uova di cioccolata.

martedì, aprile 11

Souvenir da Pienza


Ho finalmente cucinato questo bellissimo pacchetto di "pici" ricordo di una settimana passata tra Umbria e Toscana. La pasta è solamente uno dei souvenir che ci siamo portati a casa io e miei compagni di gite eno-gastronomiche.
Tra tutti... delizia delle delizie... il famoso pecorino di Pienza, di varie stagionature e prodotto con alcune varianti, tra le quali uno fantastico e lavorato con latte della sola zona di Pienza con tanto di certificazione sull'etichetta.
Ero in vena di ragù... e così ho sposato Emilia e Toscana.


  • carne trita mista 500/600 g
  • carota 1
  • sedano una costa
  • cipolla 1 piccola
  • aglio 1 spicchio
  • olio
  • brandy un bicchierino
  • latte 1/2 bicchiere
  • farina 1 cucchiaio
  • salsa di pomodoro 1 bicchiere
  • sale
  • pepe se piace
  • alloro 1 foglia
Preparate il trito di verdure e fare soffriggete con qualche cucchiaio di olio in un capiente tegame di terracotta ( o per intenderci, un tegame adatto alle lunghe cotture).
Dopo qualche minuto aggiungete la carne macinata e lasciate sbianchire, aggiungete il cucchiaio di farina, mescolare e sfumate con il brandy.
Lasciate evaporare brevemente e aggiungete il latte. Appena è stato assorbito unite la passata di pomodoro, e tanta acqua necessaria per coprire abbondantemente la carne.
tuffatevi una foglia di alloro e aggiustate di sale.
Non appena il ragù inizia a sobbollire, portatelo su fuoco basso, coperchiate e lasciate sobbollire adagio adagio per alcune ore fino a che sia ben denso e con aspetto raguuuùoso. Il segreto stà tutto ...in quel adagio adagio e la pazienza sarà ricompensata.
I pici belli ruvidi hanno raccolto magnificamente il ragù , più una spolveratina di grana.

domenica, aprile 9

Muffins pere e cioccolato


I semi dei muffins infestano l'aria come i piumini dei pioppi e corrono da un food blogger all'altro sfornando infinite varianti.
Ho rubato la ricetta dei mini muffins alle visciole e pistacchi al "Cavoletto", e mi sono permessa di rielaborarla utilizzando le pere ( le visciole non erano a portata di mano).
Ho anche dovuto raddoppiare più o meno le dosi per poter utilizzare i miei stampi.

  • farina 170 g
  • zucchero 150 g
  • cioccolato fondente 70 % 75 g
  • burro 170 g
  • uova 4
  • lievito per dolci 2 cucchiaini
  • un pizzico di sale
  • pere Williams rosse 2 piccole
  • un cucchiaino di zenzero in polvere

Sbattete i tuorli con lo zucchero, aggiungete la farina, il sale e il lievito. Fate sciogliere il burro con il cioccolato ridotto in scaglie e aggiungete al composto. Montate a neve gli albumi e incorporateli delicatamente. Infine aggiungete le pere sbucciate e tagliate a dadini e lo zenzero. Versate l'impasto negli stampini e infornare a 200° sino a che saranno belli gonfi e asciutti all'interno.

Paccheri con cime di rapa



Niente di originale... ma così belli che non ho resistito. La pasta è quella "Garofalo", che altri amici hanno postato, ed il formato è quello bello grande che da soddisfazione.
Per il resto niente di originale, la stessa identica ricetta delle orecchiette con cime di rapa.

Dopo aver pulito un bel mazzo di cime di rapa, le scotto qualche minuto nell'acqua che bolle per la pasta, le scolo e le ripasso in padella con aglio, olio buono, peperoncino e un filetto di acciuga.
Nel frattempo porto a cottura la pasta ( i paccheri richiedono abbondante acqua e un po' di tempo), la scolo e la salto insieme alle verdure qualche minuto. Una bella spolverata di pecorino e...buon appetito.


venerdì, aprile 7

Le mie letture preferite


Questi scaffali stipati di libri, enciclopedie, volumetti, fascicoli e riviste di cucina, sono solo una piccola parte del materiale che ho raccolto dall'età di 8 anni. Da qualche parte dovrebbe esserci ancora il "manuale di Nonna Papera" che è stato il capostipite di tutto questo. In questa raccolta trovano posto dei volumi che sono dei capolavori della cucina e che mi danno la certezza di ingredienti, pesi e misure ampiamente sperimentati. Ad esempio, con il ricettario di dolci della "Gosetti" non si possono sbagliare le torte, nemmeno quelle con gli impasti più complessi.
"Il talismano della felicità" dà un idea di cucina un po' superata ma ha il pregio di spiegare tutte le ricette base in modo esaustivo.
Negli anni ho comprato molti libri e ho avuto anche amare sorprese con spiegazioni sommarie o preparazioni improbabili, ma nella moltitudine ci sono dei veri alleati a cui mi affido senza riserve.
Il problema ora è.... ma se non archivio in cantina un pò di stà roba, dove metterò i prossimi acquisti?



Sempre pervasa da questa follia e sommando la passione per la cucina con quella per la lettura, ho arricchito al mia libreria di food-narrativa. Qui fotografati alcuni dei libri a tema.
Ultimo della raccolta... e ancora sul mio comodino, "Il buon sapore dei ricordi"
saga di una famiglia messicana tra ricette e memoria di Victor M. Valle e Mary Lay Valle.
Le ricette che intervallano la narrazione sono un po' strane o con ingredienti non facilmente reperibili, ma
proverò qualche cosa prima o poi.

domenica, aprile 2

Ravioli agli asparagi

E' domenica... e mentre ancora tutta la casa dorme, apro il frigor e mi lascio ispirare da un bel mazzo di aparagi verdi, grassocci e belli sodi.
"La cucina italiana" di marzo mi ispira per la forma dei ravioli, che in po' invento e un po' copio (vedi la rice della pasta).
La ricottina della foto è veramente buonissssima... e cosi parto!

Per la pasta:

  • farina 400 g
  • uova intere 4
  • tuorli 2
  • poco sale

Per il ripieno:

  • asparagi lessati
  • ricotta 500 g (secondo me ci starebbe bene anche quella di pecora)
  • grana padano 100 g
  • uova 2
  • poco sale
  • noce moscata
Preparate la pasta con gli ingredienti sopra elencati. Lavoratela bene fino a renderla bella setosa. Avvolgetela nella pellicola e, mentre vi dedicate alla preparazione del ripieno, mettetela un attimo in frigor.
Fate lessare gli asparagi, passateli ancora tiepidi al passino o frullateli.
Aggiungeteli agli altri ingredienti del ripieno ed ammalgamate bene.
Tirate la sfoglia sottile con la pasta preparata (Io uso una ormai collaudata macchinetta a manovella) e mettete sulle strisce di pasta dei mucchietti di ripieno distanziati tra loro.
Ripiegate la pasta per il lungo, far aderire i bordi e schiacciatela bene tra un mucchietto di ripieno e l'altro.
Tagliate i ravioli con un tagliapasta dal diametro di 7/8 cm.


Mettete i ravioli appoggiati sul lato lungo e premeteli un pò alla base in modo che stiano in piedi (in questo modo sembreranno delle crestine di gallo).
Lessateli al dente in acqua bollente salata e ripassateli in padella con burro e qualche puntina di aparago tenuta da parte. Spolverate abbondantemente di grana.



Con gli avanzi della pasta ho ricavato anche della fantastiche tagliatelle.