giovedì, giugno 29

Orzo perlato in insalata

Nella disperata ricerca di piatti freschi ho prodotto questo orzo in insalata.
Non amo assolutamente la pasta fredda... mi sembra sembre che l'amido la renda collosa anche quando la tengo molto al dente, ma riso, farro e orzo, secondo me sono adattissimi per questo genere di piatti.
Grande invenzione certo, il solo problema che però devo affrontare ogni volta, è la moltiplicazione del volume di tali masse.
Il prodotto base sembra sempre poco, ma una volta assemblato, si trasforma in un blob che aumenta di dimensione in modo esponenziale.
Con questa preparazione ho sfamato 4 persone per 2 pasti.

  • orzo perlato 250 g
  • cipolla rossa di tropea 1
  • zucchine piccole 3
  • carote 2
  • peperone rosso 1
  • cuore di sedano 1
  • capperini dissalati 1 pugnetto
  • olive taggiasche una manciata
  • prosciutto cotto 1 fetta spessa 1 cm
  • feta greca 200 g
  • succo di 1 limone
  • olio evo
  • sale

Dopo aver risciacquato bene l'orzo, lessatelo in abbondante acqua per circa 20/25 min.
Scolatelo e fatelo raffreddare sotto l'acqua fredda, ponetelo in una terrina che possa contenere tutti gli ingredienti e conditelo con succo di limone e olio evo.
Preparate tutte le verdure a dadini e fatele saltare in poco olio lasciandole al dente, salate.
Riducete a dadini anche il prosciutto e la feta.
Ora unite il tutto all'orzo e mescolate con cura, regolate di sale e/o olio e/o limone e lasciate in frigo almeno un ora.
Ovviamente è un piatto che si presta alle più svariate interpretazioni e così deve essere.
Come per la farcitura della pizza, le insalate di riso, orzo ecc... seguono il gusto personale, oppure... la sacrosanta necessità di smaltire le scorte di frigo e dispensa.

lunedì, giugno 26

Tripudio di Spezie



Per me oggi è come se fosse Natale. La zia Fausta dopo una lunga vacanza in Egitto, come da richiesta, eccola di ritorno con una valigia strà piena di spezie, Karkadè e The di ogni tipo.
Un profumo, che si espande e stordisce, ha invaso la mia cucina. I pacchettini sono colorati e bellissimi, e sono riuscita a riconoscere quasi tutte le spezie meno una (alla vista sembrerebbe origano, ma all'olfatto ha un sentore di liquirizia/anice, cosa sarà?).
Sono tutte qui elencare...forse!!

  • pistilli di zafferano
  • zafferano in polvere
  • curcuma
  • curry
  • vaniglia
  • stecche di cannella
  • cannella in polvere
  • noce moscata
  • coriandolo
  • pepe nero
  • pepe verde
  • pepe rosa
  • cumino
  • chiodi di garofano
  • peperoncino essicato
  • peperoncino in polvere
  • karkadè
  • the al gelsomino
Ora cerco dei bei vasetti ai quali apporre una etichetta appropriata e averle così tutte in bella mostra. Naturalmente si accettano suggerimenti per futuri utilizzi.
Metto in coda anche la foto di un attrezzo da cucina, del quale la zia si è perdutamente innamorata, e ne ha fatto gentile omaggio a parenti e amici.
Vediamo se qualche amica/co food blogger lo conosce.



Prossimamente un post con i vasetti in bell'ordine.

giovedì, giugno 22

Gamberi e pompelmo rosso


Nella continua ricerca di fresche ricette per combattere i + 33° padani ( vedi anche 99 per cento di umidità) mi aggiro per la cucina con il fermo proposito di non accendere i fornelli, ma con l'inconscia certezza che non posso propinare prosciutto e melone oppure, mozzarella e pomodoro, e tanto meno insalata di riso. I miei commensali, sono ormai talmente viziati, che trovano oltraggioso che io decida di non cucinare quando la colonnina di mercurio sale inesorabilmente.
I gamberi che ho usato per questa ricetta sono un ottimo prodotto surgelato, ma se avete voglia di sbollentare dei gamberi freschi, il gusto e la consistenza possono trarne giovamento.



  • gamberi sgusciati 600 g
  • pompelmo rosso 2
  • sedano 1 cuore
  • rapanelli 10
  • olio evo ligure
  • sale
  • pepe rosa
Lasciate scongelare i gamberi oppure sbollentateli e raffredateli rapidamente. Tagliare i pompelmi a metà e con maestria estraete con un coltellino la polpa lasciando solo la pellicina che poi asporterete in ultimo. Fate questa operazione sopra ad una scodellina in modo da raccogliere il succo. Mettete i gamberi in una capace ciotola insieme alla polpa di pompelmo rosso, ai rapanelli e al sedano affettati finemente. Preparate, con il succo di pompelmo filtrato, sale, pepe e olio, una citronette (si chiamerà così anche con il succo di pompelmo?) che vi servirà per condire l'insalata.
Lasciate riposare in luogo fresco almeno mezz'ora. Ora potete usare, se credete, le coppette ricavate dal pompelmo per servire l'insalata di gamberi. Nettate bene le bucce dalla pellicina e riempitele in modo decorativo.

martedì, giugno 20

Sgombro marinato



Questo sgombro ha una faccia un pò perplessa, e non ha torto, data la fine che gli faremo fare.
La mia è una rivisitazione di una ricetta pugliese che a dire il vero non ricordo nemmeno da dove l'ho pescata.
In ogni caso ha ben poco dell'originale e quindi non stò neanche a mettere le fonti.
E' una ricetta semplice semplice per utilizzare il buon pesce azzurro con il vantaggio di avere un buon piatto freddo adatto alle giornate di calura che ci aspettano.

  • sgombri belli freschi 7/8 per circa 1300 g

per il brodo di cottura:

  • vino bianco 1 bicchiere
  • alloro 2 foglie
  • sale grosso
  • pepe in grani

per la marinata:
  • aceto di vino bianco
  • cipolla di tropea
  • olio evo buono
  • prezzemolo

La cosa piu noiosa è sfilettare gli sgombri, io ho anche tolto la pellicola che riveste la pelle.
Nel frattempo mettete in un largo tegame acqua, vino bianco, alloro, pepe e sale.
Lasciate sobbollire e preparate i filetti di sgombro ben nettati.
Mettete i filetti distesi nel tegame, avendo cura che l'acqua non alzi troppo il bollore, lasciateli solo 3/4 min. Levateli con delicatezza aiutandovi con una paletta forata e adagiateli su carta da cucina in modo che assorba un pò l'acqua.
In una pirofila deponete i filetti bollentati con sopra
affettata sottilmente una cipolla, e poco sale, coprite il tutto con ottimo aceto di vino bianco. Lasciate marinare per un ora.





Scolate dall'aceto gli sgombri e la cipolla, sistemateli in una terrina e coprite di olio buono, appoggiatevi sopra un piatto con un peso in modo che rimangano ben immersi.
Sono ottimi fatti la sera per il giorno successivo e si conservano bene in frigo per qualche giorno, oppure invasati e sterilizzati.
Prima di servire cospargeteli di prezzemolo tritato.

domenica, giugno 18

Il meme dei soprannomi


Gloriana - Un nome lungo e per niente diffuso ha dato origine ha svariate interpretazioni.
Solo i miei famigliari lo usano per esteso, ma a seconda degli ambienti mi trasformo in un lampo (vedi supereroi).
Sul lavoro sono Gloria, questo da quando ho iniziato a lavorare in pubblicità e un mio collega di allora, tendenzialmente pigro, dicendo: "Gloriana? Troppo lungo non lo ricorderò mai." mi ha accorciato il nome. A tutt'oggi colleghi, collaboratori ecc.. mi conoscono solo come Gloria.
Glò - generalmente per gli amici e praticamente dalla mia adolescenza. Ad un certo punto, credo dall'età di 16 anni, è diventato "mamma Glò" per una mia propensione a "rompere" quando la situazione diventava eccessivamente goliardica. Questo mi ha catalogato come "pacco" per anni, e gli amici rimasti tali me lo ricordano ancora.
Questo blog avrebbe in teoria dovuto chiamarsi "mamma Glò", anche perchè le etichette (vedi sopra) che da qualche tempo firmano i miei biscotti e altro, sono significative di come questo soprannome ormai sia l'effige della mia passione in cucina. Gloricetta invece è stata una mia scelta, è un vezzeggiativo che mi sono regalata, e racconta il mio tempo speso a cucinare, postare , confrontare, ricercare ... e a volte anche mangiare (sigh!!).
Un nomignolo che gratifica (spero) anche chi gode della mia cucina, facendo dimenticare qualche attesa per lo scatto da pubblicare.

mercoledì, giugno 14

Marenata

Per una merenda fresca e succosa, mi è tornata alla mamoria la "marenata". In realtà io l'ho preparata con le ciliege perchè le amarene sul mercato non mi convincevano molto.
Resta però più dolce e non ha il sapore della mia infanzia, ma è ugualmente buona.
La parte più noiosa è snocciolare le amarene, ma ho potuto così collaudare uno snocciolatore nuovo di pacca.

Preparate circa 1 chilo e due etti di ciliege (se trovate delle belle amarene è meglio) snocciolate, mettetele in una casseruola con poco zucchero e mezzo bicchiere d'acqua, lasciate cuocere sino a che siano tenere, spegnete e lasciate intiepidire.
In una bella coppa di vetro mettete a strati delle fettine sottili di pane vecchio (io ho usato del pan brioches), alternandole con le amarene e il loro succo, fino ad esaurimento. Terminata questa operazione, lasciate la coppa in frigorifero e servite bella fresca.
L'effetto cromatico che si ottiene è davvero piacevole. La mia variante con pan brioches, mi è stata suggerita dal post di Cat che ha realizzato un babà allo sciroppo di ciliege.

Quando ero piccola la mia mamma, che era una donna come si dice da queste parti "spiccia",
non stava certo a snocciolare le amarene e quindi l'operazione veniva fatta mentre si mangiava, con inevitabile sbrodolamento di noi bambini.

lunedì, giugno 12

Club del Wok: verdure agrodolci


Questa ricettina molto estiva, rende appetitose le verdure cotte e si conserva bene anche un paio di giorni in frigo. Simile ad una giardiniera, ha però il vantaggio di essere cotta nel Wok e quindi la rapidità è garantita.

  • cipolla di tropea 1
  • carote 2
  • sedano 1/2
  • peperone giallo 1
  • zucchine 2
  • melanzana 1
  • olio evo 4 cucchiai
  • zucchero 1 cucchiaio
  • sale qb
  • aceto di vino rosso 1/4 di bicchiere
Affettate sottilmente la cipolla e mettetela con l'olio nel wok, lasciatela appassire e preparate le verdure affettandole sottilmente, dove possibile in senso verticale.
Aggiungetele alla cipolla, seguendo l'ordine indicato e a distanza di qualche minuto una dall'altra, in modo che quelle più tenaci abbiano un tempo di cottura più lungo.
Le cotture devono essere comunque rapide perchè le verdure restino croccanti.
Salate e aggiungete lo zucchero, bagnate con l'aceto e lasciatelo evaporare brevemente.
Spegnete e lasciatele intiepidire. trovo che siano ancora meglio a temperatura ambiente e con un filo di olio crudo.

giovedì, giugno 8

Pane arabo e Hummus


Dopo un ritiro forzato, causato da un fetentissimo virus che mi ha obbligata a riso in bianco e carote lesse, non vedevo l'ora di cucinare e postare. Le voci degli operai nord africani che tinteggiano la facciata di casa mi hanno ispirata, e ho prodotto un classico pane arabo e hummus.
La ricetta del pane arabo è fenomenale e la trovate da Gennarino.
Il procedimento è semplice e rapido ed il risultato ottimo.
Questi pani si gonfiano e rimangono vuoti e senza mollica, ideali quindi anche per panini imbottiti con svariati e golosi ripieni. Come ad esempio una bella fetta di mortadella, che non sarà ammessa dai mussulmani ma vuoi mettere...

Per l'hummus:



  • ceci lessati e spellati 250 g
  • spicchi d'aglio 1
  • tahina 2 cucchiai
  • succo limone 1
  • prezzemolo 1 mazzetto
  • peperoncino e/o paparica 1 / pizzico
  • olio evo 2 cucchiai
  • sale
Mettete nel frullatore i ceci, la tahina, il succo di limone, lo spicchio d'aglio , se neccerario dell'acqua, e il sale; frullate a bassa velocità fino ad ottenere un composto omogeneo abbastanza denso.
Servite in una ciotola comune e decorare con il prezzemolo tritato, un pizzico di peperoncino e/o paprica e un filo di olio d'oliva. Servite con il nostro pane arabo.