martedì, luglio 31

Tartare di avocado, cipolla e pomodori


Una insalatina fresca ma nutriente (l'avocado è ricco di grassi vegetali e quindi ha un elevato contenuto calorico), perchè d'estate non si può vivere di pomodoro e mozzarella o insalata e poi un pò di colore ci rende più allegri. In casa mia purtroppo, l'avocado non ha grandi estimatori e lo propongo raramente, ma l'altro giorno li ho visti lì cosi belli verdoni e pronti per essere consumati che non ho resistito.
Per sceglierli maturi al punto giusto, provate a fare una leggera pressione sulla pelle, dovrebbe cedere senza lasciare un solco.

Sbuccate 1 avocado, togliete il nocciolo e affettatelo, quindi riducetelo a dadini.
Spuzzatelo con succo di limone. Tagliate a dadini anche una cipolla rossa di tropea e 4 pomodori perini privati della pelle e dei semi. Unite all'avocado e condite con sale, olio evo e poco peperoncino in polvere. Depositate in fondo a dei bicchieri ampi qualche foglia di insalata riccia lavata e spezzettata, unite le verdure con l'avocado e servite la preparazione ben fresca ad apertura di un pranzo leggero.

giovedì, luglio 26

Peperoncini dolci in padella

Ecco altri frutti estivi del rigoglioso orto paterno. Peperoncini dolci e coloratissimi! Non li avevo mai cucinati e sono andata alla ricerca di una ricetta che mi permettesse di prepararli. Non sono tipici delle nostre zone e quindi non ho trovato niente nella cucina locale. Pare invece che siano diffusissimi in tutto il meridione e proprio per la loro particolare cottura in padella sono chiamati "friggitelli", da non confondersi con i "friarielli" che pare siano broccoletti con infiorescenze tipo cime di rapa (ricetta tipica dell' isola di Ischia).


Non metto le dosi perchè sono andata a occhio. Lavate bene i peperoncini e togliete i piccioli senza aprirli o svuotarli (io ho provato anche a svuotarli, ma l'operazione è noiosissima e il risultato è meno saporito). Asciugateli bene e metteteli in una grande padella con abbondante olio evo e qualche spicchio d'aglio schiacciato. Ponete il tegame su fuoco vivace, coperchiate e lasciate andare qualche minuto, mescolate, punzecchiate i peperoncini con una forchetta e aggiungete una scodella di pomodorini interi, salate e coperchiate ancora qualche minuto. A questo punto aggiungete un cucchiaio di zucchero e bagnate con 1/2 bicchiere di aceto di vino. Abbassate la fiamma e lasciate restringere leggermente. Sono buonissimi tiepidi, ma anche freddi sono ottimi. Il sughetto che si forma, è un'irresistibile tentazione ad intingere il pane.

domenica, luglio 22

Torta gelato alla crema, cioccolato e amaretti

I compleanni si festeggiano anche con quaranta gradi all'ombra e una torta ci vuole! Astrid, festeggia il compleanno in piena calura e dopo tanto tempo che non preparavo questo dolce, con il forno KO o quasi e la necessità di non surriscaldare casa, eccomi qui a riproporlo in tutta la sua golosità. E' davvero un ancora di salvezza, e poi piace quasi a tutti il gelato e a pensarci bene potrebbe essere adattato anche a piccole mono-porzioni, in bicchierini o come ho visto sull'ultimo numero di sale e pepe che presenta dei gelatini tutti a righe alternando gelati di diverso colore e con un cucchiaino di plastica a fare da stecco. Molto scenografici!

Per una tortiera da 26 cm - per 10/12 persone

  • tuorli d'uova freschissimi 10
  • zucchero 10 cucchiai
  • amaretti un pacchetto (sceglieteli buoni)
  • rum, il necessario per inzuppare gli amaretti
  • panna fresca 1 litro
  • cioccolato fondente extra 1 tavoletta da 100 g
  • zucchero al velo 1 cucchiaio.
Ponete in una ciotola i tuorli con lo zucchero e iniziate a sbattere, possibilmente con le fruste elettriche, fino a che saranno ben montati, spumosi e bianchi.
Con il coltello ricavate dalla tavoletta di cioccolato delle scaglie che mescolerete alle uova sbattute.
In una seconda ciotola oppure con il robot montate la panna (non troppo) unendo un cucchiaio di zucchero al velo.
Incorporatela delicatamente al composto di uova facendo attenzione a non smontare tutto.
Ora preparate una tortiera o altro stampo che preferite. Inumidite gli amaretti, ad uno ad uno, nel rum e poneteli capovolti, creando dei cerchi concentrici, sul fondo della tortiera. Ora versate il composto di panna e uova livellate bene, coprite con l'alluminio e ponete in freezer per alcune ore fino a che la torta si sarà rassodata.
Per toglierla dallo stampo, capovolgetela sul vassoio di portata e con un'asciughino bagnato nell'acqua calda e strizzato, avvolgete la tortiera. Ripetete l'operazione fino a che la torta si staccherà. Io ho utilizzato uno stampo di silicone che ha reso più agevole questa operazione. Volendo potrete decorarla con ciuffetti di panna o crema ganache o altro a piacere per renderla più adatta ad una festa di compleanno.



giovedì, luglio 19

fiori di zucca: prima e dopo la cura

A proposito di colori e sapori dell'estate...cosa dire di queste meraviglie?
Le zucchine del mio papà, oltre produrre dei meravigliosi frutti, elargiscono a piene mani anche questi fiori dal colore solare. Al di là di mode o controversie che li vuole ripieni con questo o quello...io resto dell'idea che un bel fritto leggero del solo fiore è il modo migliore di gustarli.


Non è una ricetta vera e propria, ma cercherò di dare delle proporzioni almeno per la pastella. Mettete in una ciotola 250 g di farina, 1 uovo intero, poco pepe bianco (il sale lo metto sul fritto sgocciolato). Miscelate con la frusta aggiungendo tanta acqua minerale gasata quanto ne necessita per creare una pastella abbastanza liquida. Coprite la ciotola e lasciatela almeno 1 ora al fresco. Nel frattempo pulite con uno straccetto umido i fiori di zucchina e levate, ad uno ad uno, il pistillo accertandovi che non ci siano animaletti all'interno del singolo fiore. Mantenete un pezzetto di gambo, vi servirà per intingeli nella pastella. Mettete in una padella di ferro ( io ho usato il wok ) abbondante olio di girasole (quello evo renderebbe il fritto troppo saporito rovinando il gusto delicato del fiore). Mescolate brevemente la pastella e appena l'olio è a temperatura iniziate ad immergere, tenendo per il gambo, i fiori nella pastella. Tuffateli nell'olio bollente, non più di 4 o 5 fiori per volta e lasciateli dorare da ambo le parti. Sgocciolateli e poneteli su della carta da cucina. Salate e servite ben caldi. Ovviamente, chi è addetto alla frittura, dovrà approfittare del vassoio in preparazione, altrimenti se li mangia freddi e mollicci ( se ne restano!! ).

domenica, luglio 15

I colori e i sapori dell'estate


Niente ricette ne commenti vari, solo una raccolta di foto che evocano l'estate...magari da scorrere durante il lungo inverno.




martedì, luglio 10

Empanadas o samosa?



Ci sono delle differenze sostanziali tra le due versioni di questa sorta di calzone ripieno. Generalmente le prime sono a base di carne e uova sode e le seconde essenzialmente ripiene di verdure e molto speziate. Io avevo della carne di manzo macinata e però mi piaceva l'idea di renderle un pò più vegetariane e così sono nate queste empanadas un pò ibride. Il Sud America e l'India s'incontrano dentro ad una sfoglia che potrebbe essere quella della piadina romagnola.

per la pasta

  • farina 00 300 g
  • farina 0 100 g
  • strutto 100 g
  • acqua qb
  • sale 2 cucchiaini

per il ripieno

  • manzo macinato 350 g
  • peperone rosso 1
  • cipolla bianca 1
  • patate 3 medie
  • piselli sgranati 1 tazza
  • uova 2
  • grana grattugiato 50 g
  • peperoncino a piacere
  • noce moscata una grattatina
  • olio evo
  • sale qb


Preparate la pasta mescolando in una terrina la farina con lo strutto fino a ricavare delle grosse briciole. Sciogliete il sale nell'acqua e bagnate con essa la farina fino a creare un impasto abbastanza consistente. Impastate qualche minuto, avvolgetelo nella pellicola e mettetelo in frigo per almeno 30 min. Nel frattempo preparate il ripieno. In una grande padella mettete qualche cucchiaio di olio, la cipolla tritata, il peperone a dadini e iniziate a soffriggere. Unite le patate, anch'esse piccoli dadini, e i piselli. Salate, coperchiate e lasciate andare a fuoco dolce 10/15 min. A questo punto mettete nella padella anche la carne che rosolerete bene fino a sbianchirla. Regolate di sale, aggiungete peperoncino o paprica e una generosa grattatina di noce moscata.
Lasciate raffreddare il ripieno e quindi completatelo con il formaggio e le uova.

Prendete la pasta dal frigo e dal panetto tagliatene dei dischi che tirerete con il mattarello in sfoglie di 2 mm circa di spessore. Ricavatene dei dischi di 10/12 cm circa di diametro (io ho utilizzato un piattino da the). Posizionate al centro di ogni disco una cucchiaiata di ripieno, bagnate i bordi della pasta con poca acqua e piegatela in due ricavando una mezzaluna. Pizzicate il bordo perchè il ripieno non fuoriesca durante la cottura. Con queste dosi a me ne sono venuti 18 pezzi.

Ponete le mezzelune sulla teglia rivestita di carta da forno, spennellatele con poco latte e infornate a 180° per circa 20 min.

Lasciate intiepidire e servitele con una bella insalata mista.

Ne ho assaggiata una il giorno successivo e devo dire che mi è anche piaciuta di più. Senza dubbio una buona soluzione per il pranzo fuori casa o per un pic-nic.

domenica, luglio 8

Insalata con baccalà

Continua la sagra del piatto freddo. Non che ci sia particolarmente caldo...ma il mio consorte si è messo in testa ( potenza dei max media ) che per il periodo estivo è meglio restare leggeri e che dobbiamo approfittarne per buttar giù un pò di pancetta.
Eccomi allora alle prese con insalate di vario genere...preferibilmente da preparare in anticipo e con quei bei prodotti colorati che l'estate ci regala. Non so se si possono definire proprio "ricette", ma questa insalata mi è piaciuta molto e ve la propongo.

Se lo servite come piatto unico, considerate le dosi per 2 persone , oppure se desiderate farne un antipastino calcolate per 4 persone.

  • baccalà ammollato 3 pezzi
  • vino bianco secco 1/2 bicchiere
  • alloro 1 foglia
  • 1/2 cipolla
  • patate 2
  • rucola un mazzetto
  • poca cipolla bianca
  • 1 pomodoro costoluto
  • olive taggiasche 10 o 12
  • prezzemolo tritato
  • aceto di vino bianco
  • olio evo
  • sale qb

Mettete in un tegame 1/2 litro d'aqua, il vino bianco, poco sale grosso, 1/2 cipolla e la foglia di alloro. Portate ad ebollizione e immergetevi i pezzi di baccalà. Lasciate sobbollire 7/8 min. Spegnete e lasciatelo raffreddare nel suo court bouillon.

Nel frattempo pulite la rucola e spezzettatela. Pelate le patate e tagliatele a tocchetti. Lessatele in acqua bollente salata fino a che saranno tenere. Affettate 1/2 cipolla bianca ad anelli. Tagliate il pomodoro a dadini. Pulite e tritate un mazzetto di prezzemolo fresco.

Quando il pesce e le patate saranno freddi, potete assemblare il piatto. Mettete sul fondo di rucola, le patate lessate, il pomodoro, le olive e al centro ponete il baccalà privato della pelle e ridotto in tocchetti. Ponete sul baccalà la cipolla ad anelli. Preparate una vinaigrette con olio evo, poco aceto bianco, sale e il prezzemolo tritato. Sbattete bene e irrorate la vostra insalata. Io l'ho servita con una schiacciatina ancora tiepida.

giovedì, luglio 5

4 Luglio, S. Antonino e la sagra patronale

Le bancarelle

Beh certo è anche il giorno dell'indipendenza per gli americani...ma a noi piacentini interessa poco. Noi festeggiamo il Santo Patrono con una fiera che si snoda per chilometri lungo le vie del centro. Non esagero, sono davvero chilometri e io stoicamente me la sono fatta tutta per ben due volte.

La statua "girevole" del santo

Come più volte ho ribadito io sono una accanita sostenitrice di mercati e mercatini. E' altresì vero che molte bancarelle vendono le solite cianfrusaglie...ma che soddisfazione quando incontri una bancarella con cose belle di teleria oppure di ceramiche carine! Io comprerei davvero tutto ma mi devo prefissare un budget da rispettare e soprattutto qualch'uno deve tenere a freno quell'istinto devastante che mi attrae verso l'acquisto tipico da "fiera".

La chiesa di S. Antonino

L'altare con le ossa del santo


Quest'anno penso di aver comprato in assoluto l'aggeggio meno utile e più ingombrante che potessi trovare. Durante il primo giro (circa all'alba) l'avevo addocchiato, ma la voluminosa scatola mi aveva fatto desistere; l'idea di trascinarlo per tutta la fiera non mi entusiasmava. Come spesso accade durante il primo tour si "fotografa" la posizione dei banchi che interessano per poi passare in un secondo momento con tattiche strategiche volte ad evitare di portare per lunghi tratti borse e borsoni.

Ad ogni buon conto ecco l'acquisto da "fiera" 2007! Avrei potuto acquistarlo comodamente da casa (dato che è oggetto di una televendita abbastanza nota), ma considerato che era ormai orario di chiusura e che il venditore mi faceva uno sconto "considerevole" (29 euro scontato a 26) ecco finalmente a casa mia e in tutto il suo splendore...Il Magic Bullet!!!!



Trita, frulla, omogeneizza, monta, centrifuga ecc...tutto in uno...ma con troppi accessori!! Ora devo assolutamente trovargli spazio in cucina e possibilmente in una posizione strategica per poterlo utilizzare senza riporlo in continuazione.
In ultima analisi, non mi serviva proprio questo robottino e in più ha delle istruzioni che mi lasciano un tantino perplessa per non dire spaventata!

Certo che lo spot americano della televendita è esilarante, questa tipica copia di americani che prepara improbabili piatti a tempo di record per gli amici presenti è davvero molto molto kitch.

Ora lo provo e farò a breve una recensone più attendibile.

lunedì, luglio 2

La mia panzanella


Rubacchio cose fresche e adatte per l'Estate. La panzanella non è certo di queste parti, ma mi piace pensare che cose buone come: il pane, l'olio extra vergine e i rossi pomodori possano essere assaporati in ogni angolo del globo. Si, ecco la vera essenza della globalizzazione alimentare! Sarebbe davvero bello se non fossero le schifide preparazioni precotte, preconfezionate ecc... a globalizzare le nostre scelte alimentari... ma una rivolta del gusto per le cose semplici, naturali e fresche.

Utopie a parte, io nel mio piccolo ho cercato di educare una nuova generazione (i miei figli, gli amici dei miei figli e i figli dei miei amici) a gustare i piatti della nostra tradizione, emiliana e non, portando in tavola quello che la stagione offre e limitando le "schifezze" ai momenti di debolezza. Il mettersi a tavola, possibilmente tutti insieme e condividere il piacere di un piatto semplice o gustoso oppure semplicemente diverso e spiegandone loro, fin da bambini, le proprietà e le origini, spero li porti ad essere,
se non dei veri gourmet, almeno consumatori consapevoli.

I nostri viaggi con i figli sono stati anche momenti di scoperte gastronomiche, abbiamo trasmesso loro il piacere di gustare nuovi sapori...oltre al gusto di apprezzare la natura, la cultura, l'arte e le architetture di nuovi luoghi.
Oggi mi arrogo il diritto di rendere la panzanella il piatto globale per eccellenza.
E per voi quale potrebbe essere?

  • pane toscano raffermo
  • pomodori san marzano
  • cipollotto rosso
  • aceto di vino bianco
  • olio evo buono (fondamentale)
  • basilico
  • sale qb
Per le proporzioni fate un pò voi, io vado ad occhio. Tagliate il pane a dadini di 1,5 o 2 cm circa. Bagnatelo leggermente con l'acqua e strizzatelo. Tagliate a dadini i pomodori, tritate i cipollotti e spezzettate abbondante basilico. Mettete tutto in una ciotola capace, salate e condite con uno spruzzo di aceto e abbondante olio evo. Lasciate macerare al fresco. Componete il piatto. Io ho aggiunto una mozzarella ed è diventata la mia cena.