martedì, settembre 25

Crostata nettarine e fichi

Con la frutta estiva ormai siamo agli sgoccioli e anche i fichi iniziano a scarseggiare ma è troppo forte il desiderio di prolungare la bella stagione con una crostata che profuma di sole. Questo bellissimo stampo da crostata è stato uno dei miei acquisti fatti durante le vacanze. Mi piace davvero tanto e poi ha una forma perfetta per un vassoietto di porcellana rettangolare che amo moltissimo. Lo vedete qui sotto.



La mia pasta frolla è stata più volte pubblicata su questo blog ma per comodità ve la riporto qui sotto.

  • farina 00 500 g
  • burro 250 g
  • zucchero 200 g
  • tuorli d'uovo 4
  • pizzico di sale
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • buccia di limone gratuggiato oppure essenza di vaniglia
  • fichi sbucciati bianchi e rossi una decina
  • pesche noci nettarine 2
  • marmellata di pesche 2 cucchiai
Preparate la pasta frolla mescolando bene in una ciotola lo zucchero e i tuorli. Unite la farina, il lievito, il burro a pezzettini, un pizzico di sale e la buccia di limone.
Impastate velocemente, formate una palla e mettetela in frigo avvolta nella pellicola per almeno 1 o 2 ore.
Prendete l'impasto, stendetelo con il mattarello e rivestite lo stampo. Sul fondo spalmate un leggero strato di marmellata e allineate i fichi spellati e divisi a metà e le nettarine a fettine. Nel frattempo avrete portato il forno a 180°. Infornate per 40/45 min. oppure fino che le pasta ha preso un bel colore dorato. Il profumo è splendido.

Lasciate raffreddare e sformate sul vostro vassoietto. La forma rettangolare ha il pregio di rendere più elegante la presentazione e il servizio più agevole. Le dosi per l'impasto che ho pubblicato sono per una crostata rotonda con diametro 28/30 cm. quindi molto probabilmente avanzere della frolla, ma potrete ricavarne dei biscottini deliziosi.

mercoledì, settembre 19

Tortino di patate, mazzancolle con salsa al basilico

Dovevo provare il mio nuovissimo coppapasta e mi sono inventata un piattino che poteva essere benissimo una semplice insalata di patate con mazzancolle...ma lo strumento mi ha preso la mano e così ecco un piccolo tortino con una salsetta al basilico, giusto per dare colore e sapore.

per 4 persone

patate a pasta gialla 3 medie
mazzancolle sgusciate 4/6 a persona ( dipende se lo volete presentare come antipasto o secondo)
aglio uno spicchio spremuto
basilco un mazzetto
olio evo
sale
pepe

Lessate le patate. Sbucciatele, lasciatele raffreddare e tagliatele a cubetti. Conditele con abbondante olio evo, sale e pepe. Appoggiate sul piatto individuale il coppapasta e pressate leggermente, al suo interno, 2 o 3 cucchiai di insalata di patate. Preparate così tutti i piatti. Lavate il basilico, mettete le foglie e qualche cucchiaio d'olio nel bicchiere del blender e frullate. Tenete da parte la salsina ottenuta.
In una padella antiaderente mettete qualche cucchiaio d'olio, lo spicchio d'aglio e le mazzancolle. Lasciatele colorire velocemente a fuoco vivace, spegnete e componete il piatto. Dividete le mazzancolle sui vari piatti e irrorate con la salsina al basilico.
Come in tutti i piatti semplici la qualità dei prodotti gioca un ruolo determinante sulla riuscita del piatto. Quindi; patate belle farinose, pesce freschissimo e olio di ottima qualità.

sabato, settembre 15

Piccole brioches



Le sogni piccole, profumate e morbide...ma la realtà a volte supera il sogno ed eccole qui le più belle briochine che siano mai uscite dal mio forno. Dopo svariate sperimentazioni più o meno fallimentari, ecco una ricetta di quelle che con il minimo sforzo danno il massimo del risultato. Sempre dal libro citato nel post precedente, e invogliata da una slurposa fotina di brioche, ho deciso di provare l'ennesima ricetta e devo dire che il risultato è davvero esaltante. Magari ancora perfezionabile, ma basterà un pochino di buccia d'arancia o di limone gratuggiata.

Queste piccole delizie, sono nate dall'alchimia tra la ricetta scritta e le varianti che come sempre ho apportato. Sono molto soddisfatta e finalmente ho una versione tutta mia della pasta brioche.

per circa 12 piccole brioches ( nello stampo da 12 muffins oppure per una brioche grande, preparata nello stampo da plum cake )


  • farina manitoba 250 g
  • lievito di birra 6 g
  • latte tiepido 30 g
  • burro 75 g
  • zucchero 50 g
  • uova 2
  • vaniglia
  • buccia di arancia gratuggiata
  • sale un pizzico
  • un uovo sbattuto per spennelare la superficie
  • granella di zucchero per decorare

Se al mattino vi svegliate 15 minuti prima del solito potrete, prima di tuffarvi nel traffico e correre al lavoro, impastare queste piccole brioches.

Ore 7:00 - Mettete nel robot/impastatrice la farina settacciata, il burro a tocchetti, lo zucchero, la vaniglia, la buccia dell'arancia e un pizzico di sale. Date una giratina, quindi aggiungete il lievito sciolto nel latte tiepido e date un altro colpettino. Ora unite un uovo, mescolate fino a che la pasta non l'avrà assorbito bene e quindi aggiungevi il secondo. Lasciate impastare a velocita media per almeno 7/8 minuti oppure fino a che vedrete la pasta bella lucida. Estraete la pasta dal robot, infarinatela leggermente e sul piano di cucina impastatela ancora qualche minuto. Formate con l'impasto una palla e mettetela in una ciotola leggermente unta di olio di girasole (è quello con il gusto più neutro) e coprite con la pellicola. Alloggiate la ciotola nel forno spento, finite di prepararvi e andate veloci al lavoro.
Ore 13:00 - Dopo una veloce pausa pranzo prendete l'impasto, che a questo punto sarà bello lievitato, e dategli un bel cazzotto (così magari sfogate qualche malumore che vi portate dall'ufficio). Impastate brevemente e formate un salsicciotto che dividerete in 12 pezzi regolari. Date ai pezzi una forma tonda e deponeteli dentro agli stampini (io ho usato quelli di silicone per muffins) oppure nello stampo da plum cake. Appoggiate gli stampi sulla leccarda da forno. Coprite con un telo e rimettete nel forno spento.



Ore 19:00 - Al vostro rientro togliete gli stampi dal forno ( le palline saranno raddoppiate di volume ). Accendete il forno e portatelo a 180°/200° e intanto spennellate la superficie delle brioches con l'uvo sbattuto. Cospargetele di zucchero in granella e infornate 20/25 minuti fino a che saranno belle dorate. Toglietele dallo stampo e mettetele a raffreddare sulla gratella. Se, una volta ben fredde, le conserverete dentro ad un recipiente ben chiuso, saranno morbidissime anche per la colazione del giorno successivo.


giovedì, settembre 13

Treccine ai semi di papavero


Durante lo scorso fine settimana, ho potuto godere dei bellissimi panorami della Val Pusteria. Quella che vedete nella foto è appunto la val Pusteria vista da Plan de Corones. Questa splendida gita accompagnata da un sole settembrino delizioso, mi ha permesso di respirare a pieni polmoni, apprezzare sostanziosi piatti locali e far incetta di souvenirs gastronomici.

Un grazie particolare va a Cat di Cucino in Giardino, che su mia richiesta ha redatto e mi ha spedito e una piccola guida della valle. Grazie Cat e naturalmente ...a buon rendere!

Tra i miei acquisti c'è un libro di ricette dedicato al pane delle Dolomiti di Richard Ploner. Contiene più di cento ricette e ieri ho sperimentato le trecce ai semi di papavero.
In linea generale, a parte le ricette con lievito naturale o pasta acida, trovo che ci sia troppo lievito nelle preparazioni. Riporta, nella maggior parte dei casi, 25 g di lievito per 500 g di farina. Per la poca esperienza che ho di panificazione, penso che se ne possa tranquillamente usare la metà allungando i tempi di lievitazione. In ogni caso il libro è molto carino, con tanti spunti per preparare tutte quelle fantastiche varietà di pane che si trovano nelle abbondanti prime colazioni dei B&B altoatesini.



  • farina tipo 00 300 g
  • farina tipo 0 100 g
  • farina integrale di farro 100 g
  • 12 g di lievito di birra ( la ricetta ne metteva 25 g ma mi è sembrato davvero troppo)
  • zucchero 1 cucchiaio (io ho messo un cucchiaino di malto d'orzo)
  • acqua tiepida 280/300 g
  • semi di papavero 30 g + un pò per cospargere i panini
  • olio di semi di girasole 30 g
  • sale 10 g
  • latte per spennellare

Mettete in una ciotola le farine settacciate. Fate sciogliere il lievito e il malto d'orzo nell'acqua tiepida. Fate una conca al centro della farina. Cospargere il sale e i semi di papavero sul perimetro, quindi versare al centro l'acqua con il lievito e l'olio. Iniziare ad impastare aggiungendo, se occorre poca acqua. L'impasto deve risultare abbastanza morbido ma non appiccicoso. Impastate quindi, sul piano di lavoro, per almeno 20 minuti. Se avete un impastatrice basteranno10 minuti.

Formate una palla, sistematela in una ciotola leggermente oliata, praticate un taglio a croce sulla pasta e coprite con pellicola trasparente. Mettete in luogo tiepido a lievitare fino a che sarà raddoppiata di volume (circa 1 ora e 30 min. ). Prendete l'impasto, abbassatelo con un cazzotto e formatene un salame che dividerete in 18 pezzi. Formate con ogni pezzo una biscia lunga circa 25/30 cm e unendone tre alla volta create delle treccine ( ne ricaverete 6 ) che appoggerete sulla placca rivestita di carta forno. Coprite con un telo e lasciate lievitare per almeno 30 min. Nel frattempo portate il forno a 250°.

Trascorso il tempo di lievitazione, spennellate con poco latte la superficie delle treccine e cospargetele con semi di papavero. Infornate e abbassate la temperatura a 220°. Nei primi 5 minuti di cottura, umidificate ad intervalli le pareti del forno con uno spruzzino d'acqua. Quindi lasciate cuocere per altri 20/25 min. o fino a che le treccine risulteranno belle dorate. Sfornate e lasciate raffreddare su di una gratella.

lunedì, settembre 10

Tagliolini freschi con zucca e rosmarino

Questa pasta viene preparata di sovente a casa mia. La zucca è molto apprezzata dai miei commensali in più, è un piatto veloce ( se si evita di preparare la pasta in casa ).
Si prestano molto bene alla preparazione anche alcuni formati di pasta secca come sedanini o torciglioni. Al mercato di Castel S.Giovanni (provincia di Piacenza), alla domenica mattina, si trovano molte bancarelle di frutta e verdura che sembrano tavolozze di un pittore. Allestite con tale gusto cromatico che non è possibile resistere. Oltre alle susine, con le quali ho preparato una fantastica marmellata, ho acquistato un bel pezzettone di zucca che qui si chiama in dialetto "barteina" ma presumo che il suo nome corretto sia Marina di Chioggia.
I tagliolini li ho preparati con 300 g di farina di grano duro, 2 tuorli, 1 uovo intero e pochissima acqua.

  • zucca decorticata e tagliata a fettine 2 scodelle
  • cipolla rossa o bianca 1 piccola
  • olio evo
  • rosmarino 1 rametto
  • grana gratuggiato per accompagnare

Decorticate la zucca, ripulitela dai semi e tagliatela a fettine. Mettete in un tegame antiaderente qualche cucchiaio d'olio e la cipolla affettata finemente. Lasciatela dorare e aggiungete la zucca. Salate aggiungete un rametto di rosmarino intero e lasciate stufare, a fuoco dolce, coprendo il tegame. Rigirare di tanto in tanto cercando di non spappolare la zucca. Quando risulterà tenera, regolate di sale, togliete il rametto di rosmarino e spegnete.
Lessate la pasta al dente e tenete da parte un paio di mestoli dall'acqua di cottura.
Riaccendete il fuoco sotto il tegame con la zucca, tuffatevi la pasta e saltate unendo un pò dell'acqua conservata e poco olio crudo. Spolverate di grana e servite ben calda

martedì, settembre 4

Zuppetta con fregola


Prima che l'estate finisca mi piace pensare di lasciarne memoria con un piatto che ha proprio il sapore del mare (del resto ho preso la ricetta da Bian di "losso e la lisca" che, trovandosi in quel di Palermo, ha a portata di "pentola" tutto il pesce che desidera). Grazie Bian, come vedi mi sei sempre di grande ispirazione, ma ultimamente batti un pò la fiacca...quando riprendi a postare le tue meravigliose ricette?
Ci tengo a precisare che non avevo mai assaggiato la fregola in nessun modo e da nessuna parte, quindi non ho riferimento alcuno...ma il sapore di questo piatto mi ha conquistata. Non avendo la possibilità di partire per il mare ne ho portato un pezzetto a casa e mi sono dedicata a questo piatto che ha pienamente soddisfatto il palato dei miei commensali.

per 5/6 persone

  • fregola 500 g (io l'ho trovata all'EsseLunga)
  • brodo di pesce 1 l
  • vongole veraci 1 kg
  • canocchie 8
  • calamari 2
  • salsa di pomodoro (made in Poggiarello) 500 g
  • olio evo
  • aglio uno spicchio
  • prezzemolo tritato 2 cucchiai
  • vino bianco secco un bicchiere
  • peperoncino, se piace

Lasciate spurgare le vongole un paio d'ore in abbondante acqua e sale cambiandola almeno 2 o 3 volte. Questa operazione permetterà di pulirle dalla sabbia.
Scottatele in un ampio tegame coperchiato fino a che siano ben aperte. Toglietene una parte dalle valve (oltre la metà) e mettetele da parte insieme a quelle alle quali avrete lasciato le valve (la fregola vi si infilerà dentro e potrete così gustarle meglio). Filtrate il liquido che hanno rilasciato e conservatelo.

Mettete in un ampio tegame adatto a cotture lente (terracotta o altro) l'aglio schiacciato, il peperoncino sminuzzato e qualche cucchiaio d'olio evo. Lasciate rosolare brevemente, aggiungete le canocchie
(o cicale) incise sulla pancia e i calamari tagliati a tocchetti e lasciate insaporire. Bagnate con 1/2 bicchiere di vino bianco secco e lasciate evaporare.

Unite la passata di pomodoro e lasciare che il sugo prenda a bollire. Aggiungete a questo punto circa 1/2 litro di fumetto di pesce, alzate la fiamma perchè riprenda il bollore e buttate la fregola ( che altro non è che una semola con grani più grossi rispetto al cus cus), tenete il fuoco al minimo e lasciate cuocere aggiungendo, man mano che asciuga (come per un risotto), il liquido delle vongole e altro fumetto se necessario. Verso fine cottura, aggiungete le vongole e il prezzemolo. Regolate di sale e servite la preparazione lasciandola pò brodosa.