venerdì, novembre 30

paninetti di sfoglia e sfogliatine ai funghi cremini


Dopo aver reso un servizio prezioso alla comunità dei food blogger ed analizzato i commenti che hanno fatto luce sul mistero sollevato dal precedente post, posso affermare senza ombra di dubbio che questa bellissima comunità di cuochi provetti non si sbafa tutto personalmente ma, come era ovvio supporre, con grande generosità condivide con familiari, parenti, amici o semplici passanti, tutte quelle meravigliose preparazioni.

Premesso questo, le cosette sfiziose che oggi mi accingo a postare, sono solamente un piccolo assaggio del pranzo di domenica scorsa. Abbiamo festeggiato in famiglia il compleanno della mia dolce metà e del mio fratellino.
Dieci persone in tutto....che si sono pappati proprio tutto (io ho dato solo un aiutino!!).

il menù

  • Paninetti di sfoglia con confettura di cipolle rosse e caprino semi stagionato
  • Sfogliatine con funghi trifolati e fontina
  • Cappelle di funghi cremini ripene
  • Saviotto ( salume tipo fiocchetto )

  • Tortelli burro e salvia ( made in "nonna Armanda" )

  • Anatra arrosto con uva moscatella e mele
  • Salame cotto con ratatouille

  • Tiramisù ( "made in Astrid ")
Dei vini ricordo solamente un fantastico Barolo del '96


Non avendo scattato un intero reportage dei piatti preparati ( non era carino lasciare i commensali in attesa che il set fotografico venisse montato ), riporto solamente la preparazione di questi piccoli finger food.

paninetti di sfoglia per 10 persone

Tagliate, con una formina diamentro di 5 o 6 cm, 40 tondi di pasta sfoglia e posateli su di una placca rivestita di carta forno . Spennellate la superficie della metà di essi, con poco latte. Sovrapponeteli due a due. Spennelate ancora con il latte e cospargete di semi di sesamo o papavero . Fate cuocere in forno preriscaldato a 200° fino a che saranno ben gonfi e dorati. Lasciateli raffreddare e quindi divideteli orizzontalmente. Farciteli con marmellata di cipolle rosse di tropea e una fettina sottile di caprino semi stagionato o altro formaggio secondo il vostro gusto ( se amate i gusti decisi è ottimo anche un erborinato) . Servite con gli aperitivi.

Sfogliatine ai funghi per 10 persone

Stesso discorso, 40 tondi di pasta sfoglia tagliati però con una formina dentellata.
Prima di accoppiare le sfoglie, ritagliate
con uno stampino più piccolo, la parta centrale di quella che depositerete sopra. In questo modo si formerà una specie di voulevant. Spennellare la superficie con poco latte e infornare come i precedenti.

Pulite i funghi cremini e tagliate a toccheti i gambi. Mettete poco olio evo in una padellina e buttatevi i funghi. Lasciateli andare a fuoco vivo per qualche istante, bagnateli con poco vino bianco, salate e pepate. Lasciate stufare coperti per 10 minuti. Unite un trito di aglio e prezzemolo, mescolate e finite di cuocere ancora due minuti. Riempite le sfogliatine ormai cotte , cospargete la superficie con qualche dadino di fontina e infornate ancora qualche istante per dare modo al formaggio di fondere. Servite caldi.

Le cappelle dei funghi cremini le ho riempite con una farcia così composta:
pecorino romano gratuggiato, mollica di pane raffermo bagnata con poco latte, prezzemolo, poco aglio e olio evo. Infornati per 15 min. a 180° e serviti caldi.



lunedì, novembre 26

Chi se la "pappa" la pappa dei Food Blogger?


E' un pò di tempo che me lo chiedo! E voi, ve lo siete mai chiesti? Forse è solo una mia curiosità, ma l'idea di non sapere dove vanno a finire tutti quei meravigliosi piatti, cosi curati, così ben presentati e fotografati...beh, un pochino mi turba! Di qualche blogger abbiamo delle informazioni, magari frammentarie, ma comunque informazioni su commensali più o meno stabili che spolpano a dovere i piatti preparati (fotografati ecc...ecc...).



Dei vari Chef blogger possiamo avere l'illusione, che il piattino che vediamo proprio lì sul nostro monitor, sia finito davanti a qualche cliente, forse ignaro del momento di notorietà che avrà proprio la sua ordinazione.

Poi ci sono quelli che ci deliziano con racconti di figli
"Spaccaball" o ancora di streghe, coniglie e stregoni. Altri che hanno come commensali i piccoli mostri e mrs. Bee oppure come Sergiott e Laura che ospitano goliardiche tavolate di amici deliziati da piatti della tradizione brianzola. Poi c'è Max e Francesca che cucinano nella loro piccola casa con vista su Genova, la petulante cuoca che si "pappa" i sui lunch box, la dolce Canny che cucina per il suo adorato uomo ispanico o la Sandra zenzerina che divide le sue delizie con parenti ed amici.


Ma nella mia lunga lista di food blogger preferiti, ci sono anche quelli che raramente nei loro post raccontano la degna fine di cotanto bendiddio. Allora, le mie ipotesi sono:

A) Il food blogger in questione si "pappa" tutta la sua pappa, con deleterie conseguenze per la linea (non sarò l'unica ad avere problemi di linea vero?).
B) I piatti preparati finiscono risucchiati da un buco nero che potrebbe essere generato dalla fotocamera stessa.
C) Uno scambio di pacchi tra vari food blogger rende più interessante la condivisione della ricetta (sempre che la preparazione arrivi a destinazione ancora commestibile).


Ora, io vado sulla fiducia, e da quanto sono belle certe preparazioni, sono certa della reale bontà delle suddette. Quindi, a questo punto mi offro volontaria come assaggiatrice e potrei essere quella che al punto C) riceve quei deliziosi piattini che nessuno si vuole "pappare"!

giovedì, novembre 22

Insalata natalizia


E' forse un pochino presto per pensare al menù di Natale? Gli addobbi che popolano le vetrine e i vari Iper, ci dicono che il Natale è lì a due passi. Io per contro, ogni anno tendo sempre più a posticipare le iniziative che ci legano alle festività natalizie. Mi rattrista un pochino vedere alberi di Natale comparire subito dopo la festa dei Santi!

Questa insalatina invece mi è sembrata molto indicata per un pranzo natalizio e, visto mi incuriosiva sperimentarla, ve la passo. Magari tenetela in serbo per le feste!
E' talmente facile che non vi metto nemmeno l'elenco degli ingredienti.

Mettete del soncino ben nettato nell'insalatiera o dividetelo in piattini individuali, aggiungete i chicchi di melagrana ( circa metà per 4 persone) bella matura, preparate il condimento con 1 cucchiaio di senape, succo di 1/2 limone, olio evo e poco sale. Sbattete bene in una ciotolina il condimento e irrorate l'insalatina prima di servire. Per arricchirla ulteriormente potreste, a mio avviso, aggiungere qualche gheriglio di noce e del caprino semi stagionato a dadini.

sabato, novembre 17

Trippa alla piacentina

Vi abbandono qualche giorno e allora vi devo lasciare un piatto unico bello sostanzioso, di quelli che metti in frigo e riscaldi alla bisogna. Proprio di quelli che riscaldati ci guadagnano in sapore e se li congeli , te li trovi belli pronti in porzioni per le emergenze. So per certo che qualch'uno strorcerà il naso davati alla trippa...si sà certi piatti poveri della cucina contadina non portano un tocco raffinato sulla tavola! Mi piace però pensare che qualche estimatore ci sia ancora o perlomeno che qualche mamma accorta voglia passare un pezzetto di tradizione culinaria ai suoi figli...magari raccontando una bella storia di questi piatti che stanno scomparendo e che sono stati fonte di sostentamento per i loro nonni e bisnonni.

  • trippa di vitello "foiolo" 1 kg ben pulita e precotta
  • carote 3
  • gambi di sedano 3
  • cipolla dorata 1 grande
  • aglio uno spicchio
  • passata di pomodoro 4 o 5 cucchiai
  • olio evo qualche cucchiaio
  • vino bianco secco 1/2 bicchiere
  • burro 20 g
  • foglia di alloro
  • brodo di dado
  • fagioli bianchi di spagna 2 confezioni
  • sale qb

Servite i piatti accompagnati da grana gratuggiato e pepe macinato al momento

Tagliate la trippa a listarelle. Tagliate le verdure non troppo finemente e ponetele in un tegame preferibilmente di coccio con l'olio, il burro e la foglia di alloro. Fate stufare le verdure per qualche minuto e quindi aggiungete il foiolo. Lasciate insaporire qualche istante mescolando e bagnate con il vino bianco. Lasciate evaporare, aggiungete il brodo fino a coprire la trippa e unite la passata di pomodoro.
Mescolate coperchiate e appena prende il bollore mettete su fuoco dolcissimo per 3 o 4 ore. Dieci minuti prima di servire aggiungete i fagioli bianchi di spagna. Regolate di sale....e buon appetito!

Ora il mio tegamone è pronto e posso partire tranquilla lasciando i viveri a voi e alla famiglia

lunedì, novembre 12

Torta gianduia

Quando mi capita, oppure quando una copertina mi ispira particolarmente acquisto "la cucina italiana". Resta la rivista di cucina che preferisco, patinata, bella grafica, ricette attendibili e spiegate con cura. Ultimamente ha introdotto sezioni forse di taglio più attuale e ha perso un pò quello stile elegante che mi è sempre piaciuto, ma nel complesso la trovo sempre una rivista interessante e gradevole.

Nell'ultimo numero di novembre è stata pubblicata una sezione dedicata al cioccolato e ho voluto provare questa golosissima torta. Dal momento che impazzano varie fiere dedicate al cioccolato (anche da queste parti) potete procurarvi la deliziosa materia prima e sperimentarla.




  • cioccolato gianduia in tavoletta 300 g
  • burro 160 g
  • zucchero 80 g
  • uova 5
  • nocciole tritate finissime 50 g
  • farina 15 g
  • pizzico di sale
  • nocciole tritate o lamelle di mandorla per decorare la superficie

Spezzettate il cioccolato e fatelo fondere a bagnomaria (o nel micro a bassa potenza) insieme al burro. Lasciate intiepidire e sbattetelo bene con lo zucchero, unite bene un tuorlo alla volta. Montate gli albumi, aggiungendo un pizzico di sale, a neve ferma. Unite, al composto di cioccolato, la farina e le le nocciole tritate finemente. A questo punto incorporate gli albumi montati facendo attenzione a non smontare il tutto. Versate in una tortiera di 24 cm di diamentro, decorare la superfice con lamelle di mandorla o granella di nocciola e infornate a 175° per circa 30-35 min.

Come potere vedere anche dalla foto, l'interno rimane leggermente umido e morbido.
E' un dolce che piacerà molto ai cultori del cioccolato (il gusto è molto cioccolatoso) e aumentando un pò lo zucchero secondo me si può preparare anche con dell'ottimo fondente. Per una presentazione più ricercata, magari come dessert per una cena o dei mini dolcetti per un buffet, si potrebbe utilizzare uno stampo di forma quadrata e tagliare la torta a quadrotti più o meno grandi. Indicata per l'accostamento con composte di frutta fresca (frutti rossi o albicocche in stagione).


venerdì, novembre 9

Risotto al nero di seppia


E sotto al risotto? Zucca!!! Mentre preparavo il mio risottino al nero di seppia mi è venuta una folgorazione. Avevo lì ancora un pò di purea di zucca avanzata dai panini (vedi post precedente) e l'accostamento cromatico mi attirava molto. Devo dire che l'abbinamento non è del tutto azzardato, forse dovrei trovare il sistema di smorzare un pochino il dolce della zucca che invece sovrasta il gusto del risotto. La purea è stata diluita con poco brodo di pesce utilizzato per la cottura del risotto. Io vi suggerisco di sperimentarlo e magari qualche foodblogger più esperto mi potrà dare qualche suggerimento. Il piattino di prova è stato fotografato e poi assaggiato diligentemente dai miei commensali che hanno dato i loro pareri. Ho dei commensali mooooolto critici.... più di alcuni blasonati critici gastronomici!!!!
Chi non fosse in vena di sperimentazioni può affidarsi ad occhi chiusi alla ricetta del solo risotto che riesce sempre benissimo.

  • seppie di medie dimensioni 4 (fatevi tenere, dal pescivendolo, i sacchettini del nero )
  • scalogno 2
  • riso vialone nano 350 g
  • brodo di pesce 2 l
  • vino bianco secco 1/2 bicchiere
  • pelati 3
  • peperoncino
  • sale
  • olio evo

Lavate bene le seppie e tagliatele a fettucce. Tritate lo scalogno e fatelo appassire con qualche cucchiaio d'olio nel tegame che userete per cuocere il risotto. Tuffatevi le seppie, salate, aggiungete un piccolo peperoncino piccante (se piace) e lasciate andare a fuoco medio fino a che le seppie non rilascino del tutto la loro acqua. Lasciate restringere leggermente e bagnate con il vino bianco. Fate evaporare, aggiungete i pelati spezzettati, coperchiate e lasciate sobbollire a fuoco dolce per circa 20 min.
Controllate che non asciughino troppo, nel qual caso aggiungete poco brodo di pesce.
Quando le seppie, infilzandole, risulteranno tenere, aggiungete nel tegame anche il riso. Mescolate e lascate che assorba il fondo delle seppie. Iniziate a bagnare con il brodo di pesce bollente e portate a cottura aggiungendolo poco alla volta. 5 min. prima di raggiungere la cottura del riso, aggiungete il nero di seppia. Mescolate bene, regolate di sale e servite il risotto all'onda (il mio, per ragioni di set fotografico, risulta un pochino asciutto).



mercoledì, novembre 7

Morbidissimi e dolci panini di zucca

La mia passione per la zucca non ha niente a che vedere con la festa Halloween. Nessuna celebrazione è più lontana dal mio sentire questa data. La superba zucca che mi ha consentito questa preparazione è di quelle nostrane..."bertine" per intenderci, e non quelle "zuccone" arancioni che servono per gli addobbi della suddetta festa ( ma come fanno a svuotarle? ).
Il pan di zucca o i panini hanno accompagnato tutta la mia infanzia. Era una merenda tipicamente autunnale, come anche il castagnaccio (pattona o pattonino quando di piccola dimensione), molto gradita ai bambini. Ora, diciamo pure che non era la prima volta che facevo un tentativo di riprodurre questi paninetti, ma nessuna ricetta mi aveva mai soddisfatta completamente. Qualche giorno fa, ho trovato queste meraviglie sul blog di Tuki e ho capito, dalla morbidosa consistenza che le sue foto esprimevano, che poteva essere una ricetta azzeccata.
E allora eccoli qui, belli dorati, morbidi e profumati di zucca come non li trovi più in nessuna panetteria. Grazie Tuki e a buon rendere.


  • farina manitoba 650 g
  • purea di zucca 400 g
  • lievito di birra 25 g - nella ricetta di Tuki: 10 g di lievito di birra disidratato (circa 1 bustina e mezza)
  • burro 60 g
  • latte tiepido 150 ml
  • zucchero 100 g
  • sale un pizzico
  • vaniglia 1 bacca
  • gelatina di albicocche 50 g
Ho omesso l'uvetta della ricetta di Tuki per averli più simili a quelli che io ricordo.

Prendete un quarto di una bella zucca e tagliatela a fette spesse, al massimo 2 o 3 cm. Togliete la buccia e i semi, lavatela e senza sgrondarla troppo posatela sulla placca del forno (che avrete portato a 180°) rivestita di carta forno. Sigillate bene la teglia con l'alluminio e lasciate cuocere la zucca così coperta per circa 45 min. Trascorso questo tempo verificare che la zucca sia cotta infilzandola con una forchetta. Estraetela dal forno e, mentre è ancora calda, trasformatela in purea con lo schiacciapatate.

Pesatene 400 g e ponetela in una ciotola capiente. Lasciatela intiepidire. Unite alla polpa di zucca la farina, un pizzico di sale e lo zucchero. Fate scaldare il latte con il burro e aggiungete i semi di vaniglia.
Lasciate intiepidire il latte e fatevi sciogliere il lievito. Unite questo composto alla zucca, farina ecc. e iniziate ad impastare con energia fino a che il composto non abbia raggiunto la consistenza della pasta per la pizza. Io a questo punto ho dovuto aggiungere pochissimo latte per rendere più morbido l'impasto (molto dipende dalla zucca, che nel mio caso era particolarmente asciutta). Lavoratela bene sulla spianatoia per circa 10 min. Formate una palla, ponetela in una ciotola che coprirete con pellicola alimentare. Lasciate lievitare in luogo tiepido per circa 2 ore e 30.

Trascorso questo tempo l'impasto risulterà bello gonfio. Abbassatelo con un cazzotto e senza troppo lavorarlo fatene un salame che dividerete in 24 pezzi tutti di dimensioni più o meno uguali. Ricavatene delle pagnonnette, adagiatele su due placche da forno ben distanziate, coprite con un canovaccio e lasciate lievitare ancora 1 ora circa.

Scaldate il forno a 200° e al momento di infornare la prima teglia abbassatelo a 180°.
Lasciate i panini in forno per circa 20 min. La superficie deve dorare leggermente. Estraeteli dal forno e,
mentre sono ancora caldi, spennellatene la superficie con pochissima gelatina di albicocche calda. Lasciate raffreddare completamente sulla gratella. Potete conservarli per qualche giorno in una tortiera ben chiusa oppure come suggerisce Tuki in sacchetti per alimenti.

venerdì, novembre 2

Torta di mele golosa

Una bella fetta di torta per iniziare una giornata che promette solo freddo e pioggia. Una cosa dolce, morbida e consolatoria. Ho una cara amica che si è da poco trasferita in Svizzera e credo che questa meraviglia la possa coccolare un pò. La sua linea perfetta subirà un attacco, ma spero sia un modo carino per sentirci più vicine.
La ricetta la trovate anche qui ma come al solito la mia versione è leggermente diversa e le dosi un pò "alleggerite". Grazie Daniela, mi sei sempre d'ispirazione.


  • mele golden 3
  • latte intero 120 g
  • zucchero di canna 200 g
  • sale un pizzico
  • farina 215 g
  • burro 130 g
  • lievito 1/2 bustina
  • uova 2
  • vaniglia
  • pinoli un manciata
  • zucchero al velo un cucchiaio

Preriscaldate il forno a 180°. Fate fondere il burro con metà del latte e la vaniglia. Sbucciate e affettate le mele, distribuitele
sul fondo di una tortiera imburrata e infarinata. Mettete tutti gli ingredienti secchi in una terrina e iniziate a versarvi il latte, le uova una ad una mescolando energicamente per ottenere un impasto liscio. Unite il burro fuso con il latte e mescolate bene di nuovo. Se occorre rendere più morbido l'impasto, aggiungete poco latte. Versate il composto sopra le mele, livellate, cospargete la superficie con una manciatina di pinoli e infornate per 50 min. A dire il vero io ho lasciato che cuocesse per circa 1 ora e gli ultimi 5 min. ho lasciato la torta nel forno spento. La prova stecchino vi dirà quando è cotta. Lasciatela raffreddare prima di toglierla dallo stampo. Decorate con poco zucchero al velo e mangiatevene una bella fetta a colazione. Magari non smetterà di piovere...ma il vostro umore ne avrà tratto giovamento.