mercoledì, ottobre 31

La pìcula 'd caval


Con questa ricetta temo un pò le ira di chi non mangia carne di cavallo. Sono consapevole che per alcuni sembri una barbaria e non posso che essere daccordo se penso all'animale in sè.
La cultura gastronomica piacentina del resto è molto legata al consumo di questo tipo di carne e in città "resistono" diverse macellerie equine. Questo piatto è davvero un caposaldo della cucina del territorio. Si tratta di carne macinata e preparata come fosse un ragù di manzo. Il sapore è  più dolciastro e solitamente viene accompagnata da polenta.
Oggi, nonostante il freddo pungente ho raggiunto il centro in bici e ho fatto la spesa da brava massaia sul mercato agro alimentare che si tiene in Piazza Cavalli nei giorni di mercoledì e sabato. Non mi capita spesso di concedermi questo lusso. Ho raggiunto la piccolissima macelleria di via Calzolai e ho acquistato questa che è divenuta la nostra cena.

ingredienti per 4 persone:

  • 500 grammi di carne macinata di cavallo 
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 1 noce di burro (la tradizione richiede lardo pestato) 
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 1 cipolla piccola
  • 2 spicchi d'aglio
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco
  • brodo 
  • 2 cucchiai da cucina di doppio concentrato di pomodoro in tubetto
  • sale pepe qb
In un tegame fate soffriggere le verdure tritate finemente (tenete da parte uno spiccho d'aglio) insieme all'olio e al burro. Salate leggermente e lasciatele appassire bene. Unite la carne macinata (solitamente quando la si acquista si specifica l'uso, infatti quella per la "Piccola" è un pò più grassa e nervosa) e fatela rosolare a fuoco vivace, regolate di sale e pepe.

Aggiungete 1/2 bicchiere di vino bianco secco e lasciate evaporare. Unite il doppio concentrato di pomodoro e allungate con il brodo fino a coprire la carne. Lasciate sobbollire per circa un'ora. Lo spicchio d'aglio che avrete tenuto da parte, a questo punto spremetelo nella Picula, mescolate, regolate di sale e lasciate ancora sul fuoco 5 minuti. Controllate che non asciughi troppo, specie se pensate di servirla con la polenta o la purea di patate.

Servitela bella calda in piatti riscaldati. Io avevo sfornato un pane buonissimo ( che posterò a breve) che ha sostituito degnamente la polenta. Fuori diluvia e un piatto così è proprio indicato; scalda lo stomaco e l'anima.