mercoledì, settembre 6

Cetrioli sott'aceto


Periodo di conserve, anche perchè ( a questo punto qualche visitatore inizierà a dire "che barba") stare dietro a un papà "ortolano" non è cosa da poco. E' diventato un mestiere vero e proprio trasformare i suoi prodotti in conserve, surgelati o piatti pronti. Quest'anno ha provato la coltivazione di questi piccoli cetrioli adatti, secondo il genitore, a essere conservati sott'aceto. Eccoli qui i piccoletti, belli verdi e croccanti.




Niente dosi, sono andata a "occhio".
Mettete in un recipiente i cetriolini che cospargerete con abbondantemente di sale fino. Lasciate a riposare 24 ore, scuotente di tanto in tanto e lasciate che emattano un pò di acqua di vegetazione. Fate bollire l'aceto di vino bianco con qualche foglia di alloro, semi di aneto, pepe nero in grani, sale grosso un cucchiaio e zucchero un cucchiaio. Versatelo bollente nei vasetti dove avrete sistemato in bell'ordine i cetrioli. Dovrebbero conservarsi anche così, ma per sicurezza sterilizzate. Se resistete, lasciateli in dispensa un mesetto prima di portarli in tavola per accompagnare i salumi... come nella migliore tradizione tedesca.

4 commenti:

daniela ha detto...

Les cornichons!!
e fatti in casa poi.
buonissimi, io li compro sempre e ogni tanto quando apro il frigo ne mangio uno…
quelli che trovo qui sono piccoli piccoli

Kjaretta ha detto...

Che buoniiiiii! Mi danno dipendenza, davvero; la mia nonna li faceva quando aveva i suoi piccoli sodi, verdi. Ora si comprano purtroppo e si invidiano i tuoi!

graziella ha detto...

Gloricetta Meme lanciato!!!
Ora ti tocca partecipare!!
Ma questi panini perchè me li ero persi!!
Mannaggia a blogger!!!

Gloricetta ha detto...

Ciao Daniela, qui les cornichons!!!!Che bello il francese e che bello sapere che qualcuno da Parigi legge i miei post.

Ciao Kja, se vuoi sento il mio papà di quale varietà si tratta. Potresti provare con una mini coltivazione.

Ciao Graziella, mi tocca proprio e mentre ci penso mi viene il dubbio che non esista una versione street food nella tradizione piacentina.