giovedì, settembre 7

Take Away meme


Ho lanciato l'idea di questo meme che Graziella a raccolto prontamente e ora mi tocca partecipare. L'idea è partita dal suo panino con la sarda impanata e fritta, e mi sembrava carino scambiare ricette di take away nostrano o street food di borgata. Piatti semplici, informali e a buon mercato che sanno trasmettere in maniera autentica la tradizione culinaria del territorio.
I würstel dell'Alto Adige bollenti e salsati, i rosticini abruzzesi, il panino con il lampredotto a Firenze, la piadina romagnola, il panino con la milza (ca'meusa) palermitano, i fritti romani, gli arancini siciliani e tanto altro ancora. Il cibo di strada è la più autentica forma di ristorazione e nasce dall'esigenza di un pasto veloce da consumarsi in piedi, appunto per strada.
Per quanto mi sforzi, non ricordo se esiste una tradizione locale di take away, ma esiste l' usanza molto diffusa di fare "merenda" nelle osterie sotto l'immancabile pergolato.
La "bortellina" ( burtlëina )
accompagna degnamente queste merende, e viene servita con l'immancabile gorgonzola ( che a Piacenza viene chiamato stracchino ) e i gli insuperabili salumi: spalla cotta, coppa, pancetta, ciccioli ecc...
Non è altro che una stretta parente delle varie crepes, piadine, blinis, tortillas, burritos ecc...ecc.... cioè tutte quelle preparazioni "uso pane" che solcano trasversalmente la tradizione culinaria di tutto il mondo. Acqua e farina; sia essa di grano, di mais o altro cereale, da sempre è e resta, la base dell'alimentazione di tantissimi popoli.

Per noi la "bortellina" è diventata l'occasione per una merenda in compagnia o il tema dominante di una sagra di paese (sagra della bortellina bettolese). La versione "purista" viene preparata con sola acqua e farina. Con la pastella ottenuta si peparano delle crepes cotte nella padella di ferro in poco strutto.
Ne esiste una versione che differisce solamente per l'aggiunta di un uovo ogni 3 etti di farina. Questa invece è la mia rielaborazione della bortellina.

  • farina 00 2 cucchiai
  • farina integrale di farro 2 cucchiai
  • acqua minerale gasata qb
  • uovo 1
  • sale qb

Mescolate le farine in una ciotola, unitevi l'uovo, ammalgamate un attimo e aggiungete, sempre mescolando, tanta acqua minerale gasata quanta ne serve per preparare una pastella liquida. Aggiustate di sale e lasciate riposare una mezz'ora.
Scaldate una noce di strutto in una padella di ferro, versate un velo di pastella e cuocete la bortellina fino a rendere croccante entrambi i lati.
Io ho farcito la mia con spalla cotta.

Ho pensato e ripensato a quale cibo di strada fosse parte della tradizione piacentina, e con l'aiuto dei miei famigliari abbiamo assodato che gli unici baracchini, erano e sono, quelli dei venditori di caldarroste e di pattona ( castagnaccio ) che nei freddi autunni padani ci ristorano con un cartoccio fumante di castagne.




9 commenti:

graziella ha detto...

Grazie Glò un post stupendo!
La tua bortellina è davvero appetitosa!!
Aggiorno al più presto il mio "primo" Meme! E tu ne sei la madrina ufficiale!

fa ha detto...

gnam!
immagino quanto sia buona calda!!!

Maria Giovanna ha detto...

Cara Gloricetta anch'io ho raccolto l'invito perchè mi è piaciuto subito questo Meme, forse però non avevo ben compreso il senso per cui più che un panino tradizionale della mia zona ho realizzato un prodotto da imitazione, che dici andrà bene lo stesso? In effetti leggendo il lancio del Meme dal blog di Graziella ho percepito così.

Gloricetta ha detto...

Ciao Graziella,ci dividiamo fraternamente la maternità di questo meme? E come spesso accade c'è chi sta postando ricette con lo stesso tema pur non partecipando al meme (vedi Lavinium e la Cuoca petulante).

Ciao Fa, va mangiata caldissima altrimenti diventa molliccia.

Ciao Maria Giovanna, in verità ho spaziato io in lungo e in largo nel vasto monto del take away, prendendo come scusa il meme per parlare un pò delle ricette della tradizione che a me sono così care. Glò

Arielle ha detto...

Buona ! Cibi della mia infanzia..era un classico la domenica sera..

Gloricetta ha detto...

Ciao Arielle, benvenuta da queste parti. Fammi partecipe della tua versione famigliare. Glò

Bacco ha detto...

Nelle mattine di mercato c'erano alcune piccole osterie che servivano la Picula ad caval o la trippa...dalle nove di mattina. Adesso è rimasto un macellaio di carne di cavallo che il sabato mattina, al mercato rionale sfama gli ultimi golosi a panini di carne cruda con aglio...la mattina molto presto.

Gloricetta ha detto...

Ciao Bacco, ma dove sei finito??? Ho pensato che il tuo blog fosse defunto! Il tuo ricordo della "picula" o della trippa è vivo anche nella mia memoria di bambina e devo dire che la carne di cavallo (e qui, so già che mi inimicherò molti che non conoscono queste barbare ma gustose usanza locali), specie tritata e cruda con l'aglio, trovo sia veramente buonissima. Magari di lenta digestione, ma buonissima.

xlpharmacy ha detto...

Mescolate le farine in una ciotola, unitevi l'uovo, ammalgamate un attimo e aggiungete, sempre mescolando meme per parlare un pò delle ricette della tradizione che a me sono così care. Glò